Domus de Maria - Guida Turistica

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Area archeologica di Bithia
  L'area archeologica è situata al di sopra e ai piedi del promontorio di Torre di Chia, nella costa S del Sulcis. Sebbene la fondazione del centro sia da porsi attorno al 720 a.C., l'area prescelta per l'installazione delle prime strutture abitative mostra i caratteri tipici degli insediamenti risalenti alla fase precoloniale della navigazione fenicia in Sardegna: un'altura proiettata sul mare, un ottimo porto fluviale ed un entroterra protetto dai rilievi di Monti Sa Guardia. L'antica città fenicia è conosciuta soprattutto grazie ai rinvenimenti effettuati nell'area della necropoli e del tofet. Le necropoli, databili tra la fine del VII sec. a.C. e l'ultimo quarto del VI sec. a.C., sono localizzate nella fascia sabbiosa litoranea a O del promontorio di Torre di Chia, sede dell'abitato di età arcaica. Nelle adiacenze, verso N, fu rinvenuto un edificio sacro, attualmente nel giardino di una villa, con una statua monumentale tardopunica del dio Bes e un'importante iscrizione neopunica dei primi anni del III sec. d.C. Quest'ultima ha permesso di conoscere l'antico nome del centro ("Byt'n") e di accertare la persistenza della tipica magistratura punica del sufetato ancora in piena età romana imperiale. La tipologia degli interramenti attesta la predominanza delle incinerazioni, sia in fossa scavata nel terreno sia in cista litica, sebbene risulti documentata in misura inferiore anche la pratica dell'inumazione. Il rinvenimento di recipienti di fattura nuragica (alcuni restaurati in antico con grappe di piombo) è un chiaro sintomo del complesso fenomeno di inurbamento che interessò la comunità cittadina; così come le numerose ceramiche importate con i traffici oltremarini attestano gli ampi orizzonti commerciali del centro. Nella successiva età punica si diffuse in maniera quasi esclusiva la tomba cosiddetta "a cassone" con grosse pietre disposte lungo il margine delle fosse contenenti gli individui inumati con relativo corredo. L'analisi dei contesti ha evidenziato una netta contrazione del centro tra la fine del VI sec. a.C. e i primi anni del V sec. a.C., fenomeno riconducibile all'intervento cartaginese in Sardegna. L'area sacra del tofet fu installata sull'isolotto di Su Cardolinu, a oriente dell'acropoli, e nei pressi dell'imboccatura del porto fluviale, attorno agli ultimi anni del VII sec. a.C.; cessò la sua funzione con la conquista cartaginese dell'isola. Infatti, le indagini condotte a partire dal 1964 hanno evidenziato come attorno ai primi anni del IV sec. a.C. sia stato edificato, in luogo della precedente area sacra fenicia, un santuario con "peribolos" e basamenti per l'erezione di edicole cultuali.
Torre di Chia
  La torre è costruita sull'acropoli dell'abitato punico-romano di Bithia. Sorvegliava soprattutto la zona verso S, verso la spiaggia di Chia, ideale per il rifornimento dell'acqua, e teneva sotto controllo un territorio molto esposto allo sbarco dei pirati grazie alla presenza di numerose spiagge. Dalla torre non è però possibile vedere le altre torri costiere, per cui l'amministrazione aveva predisposto due posti di vedetta e trasmissione dei messaggi nelle punte dette Guardia Grande a N/E e Las Cannas sul Capo Spartivento a S/O. La torre nasce per volontà del viceré De Moncada nel 1578, con il compito di difendere la foce del Rio di Chia, che rappresentava una fonte di approvvigionamento idrico per i pirati, contrariamente alla valutazione del capitano Camos (1572). Nel 1592 la torre è detta de "I Santi de Quaranta de Quia", forse per la presenza di una chiesa altomedioevale dedicata ai quaranta martiri di Sebaste. Prima della costruzione del baluardo (1572), l'area era detta anche "la guardia maestra".
Il museo
  Nella casa museo sono esposti reperti archeologici di epoca fenicia, punica e romana rinvenuti nel territorio comunale, nell'area dell'antica città di Bithia, l'odierna Chia. Sono presenti manufatti d'uso quotidiano, ma anche corredi funerari e oggetti votivi: lucerne, piatti, anfore. Di particolare interesse la ricostruzione di una tomba fenicio-punica con il suo corredo funerario La visita consente di ricostruire lo stile di vita e le attività quotidiane dei popoli che hanno frequentato e segnato il territorio. Il pezzo forte della collezione è la tomba fenicio-punica.
Spiagge:
  Cala Cipolla
Cala Cipolla si trova in località Chia del comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la ''Costa del sud'', strada panoramica caratterizzata dalle numerose discese alle diverse spiagge della zona.
Cala Torre Piscinnì
Cala Torre Piscinnì si trova nell'omonima località nel comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la ''Costa del sud'', strada panoramica caratterizzata dalle numerose discese alle diverse spiagge della zona.
Campana
Campana si trova in località Chia del comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la ''Costa del sud'', strada panoramica caratterizzata dalle numerose discese alle diverse spiagge della zona.
Campana Dune
Campana Dune si trova in località Chia del comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la ''Costa del sud'', strada panoramica caratterizzata dalle numerose discese alle diverse spiagge della zona.
Monte Cogoni
La spiaggia di Monte Cogoni si trova in località Chia del comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la SS 195 in direzione Chia.
Sa Colonia
Sa Colonia si trova in località Chia nel comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la "Costa del sud", strada panoramica caratterizzata dalle numerose discese alle diverse spiagge della zona.
Su Giudeu
Su Giudeu si trova in località Chia del comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la "Costa del sud", strada panoramica caratterizzata dalle numerose discese alle diverse spiagge della zona.
Su Portu
Su Portu si trova in località Chia del comune di Domus de Maria, ed è raggiungibile percorrendo la strada panoramica 195 caratterizzata dalle numerose discese alle diverse spiagge della zona.